Le café du français

Cinque studentesse vi raccontano la cultura francese


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Che mondo meraviglioso!

Se penso al cinema francese uno dei primi film che mi viene in mente è sicuramente “Il favoloso mondo di Amélie”, una commedia raccontata come una favola, nata dalla mente del regista  Jean-Pierre Jeunet. Questo film, uscito nei cinema francesi nel 2001 (l’anno successivo in quelli italiani), ha riscosso un grande successo tra il pubblico oltre ad avere ottenuto moltissime candidature a premi cinematografici.Amélie

Amélie è una ragazza solitaria che vive la sua vita sognando ad occhi aperti in un mondo fatto di fantasie. Qualcosa cambia quando trova una vecchia scatola di latta nascosta da un bambino nel suo appartamento che decide di restituire al suo proprietario, diventato ormai adulto. Da questo momento in poi la sua vita prende una nuova piega: Amélie diventa una paladina della giustizia e cerca in ogni modo di fare del bene per le persone più deboli o per degli sconosciuti, il tutto solo per vedere la gioia nei loro occhi.

Questo film, poetico e fantasioso, offre l’immagine di una felicità data dalle piccole cose di tutti i giorni: vuole insegnare che fare del bene senza chiedere nulla in cambio, se non la consapevolezza di aver regalato un sorriso ad una persona, è ancora possibile. Non dimentichiamo poi la meravigliosa colonna sonora firmata Yann Tiersen che accompagna la protagonista in tutte le sue avventure. Un film da vedere assolutamente!


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Parlez-vous français?

MIniatura Roman de la Rose di Guillaume de LorrisPer inaugurare questa categoria ho pensato fosse doveroso dedicare il primo post ad introdurre la lingua francese e ripercorrerne brevemente la storia dal momento che, come tutti gli studenti di lingue sanno bene, la lingua che parliamo oggi non è sempre stata così, ma è il frutto di una storia secolare; una storia di cambiamenti, trasformazioni, neologismi ecc. Di queste modifiche possiamo renderci conto in prima persona, infatti, a tutti capita di sentire un anziano usare parole ormai poco comuni.

Fatta questa premessa, cominciamo col dire che il francese è una lingua romanza, cioè fa parte di quel gruppo di lingue, tra cui anche l’italiano, lo spagnolo e il romeno, che derivano dal latino. Se avete sentito parlare del De bello gallico di Giulio Cesare, saprete che i territori dell’attuale Francia, all’epoca Gallia, furono oggetto di una vera e propria campagna di sottomissione da parte dei romani: l’evoluzione del latino orale impostosi con la colonizzazione, sommato alle lingue parlate dai locali, ha dato origine alle lingue romanze attualmente parlate.

Tuttavia è solo molto più tardi, nel IX secolo circa, alla fine del regno di Carlo Magno, che si inizia a parlare di una lingua diversa dal latino: generalmente si indica questo periodo perché a questo risalgono le prime testimonianze scritte dell’esistenza di una lingua differente a cui, inizialmente, venne dato il nome (un nome latino ancora) di lingua romana rustica. Solo qualche secolo dopo diventerà françoise, infine, françaisAllegorie de la peinture et de la sculpture - Ambroise Dubois

Durante il XIV e il XV secolo la lingua francese si diffonde sia geograficamente che culturalmente ed è proprio in questo periodo che si delineano alcuni tratti e caratteristiche che sono alla base del francese moderno. Una volta consolidatasi inFrancia, iniziò nel 1500, parallelamente alle conquiste coloniali, una grande diffusione che raggiunse il Québec e la Louisiana e contribuì alla formazione delle lingue creole. Qualche secolo dopo il francese aveva raggiunto lo status di lingua veicolare internazionale, quello che una volta era stato il latino e che è l’inglese ai giorni nostri.

E oggi? Se finora abbiamo parlato del francese quasi esclusivamente in relazione alla Francia, oggi dovremmo invece dire che la sua diffusione è a dir poco notevole essendo madrelingua di 15 paesi, lingua ufficiale di 33 e lingua privilegiata di altri 13. Sicuramente scegliere di studiare questa lingua rappresenta un buon investimento anche se, secondo la mia esperienza personale, richiede tempo e pazienza a causa di una pronuncia non semplicissima e delle molte eccezioni. Dedicatevi a questa lingua ricca e interessante con passione e dedizione e vedrete che otterrete ottimi risultati! Bonne chance!


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Un assaggio di Francia

fra ila robySe vi capita di fare una passeggiata a Milano, non potete perdere l’occasione di assaggiare i veri macarons francesi di Ladurée. Nati all’inizio del XX secolo dall’idea di Pierre Desfontaines di unire due gusci di meringa con un delizioso ripieno, i macarons sono oggi un’autentica mania. Vere e proprie piccole tentazioni, inconfondibili per l’aspetto chic e raffinato, i dolcetti-simbolo della pasticceria francese Ladurée, fondata a Parigi nel 1862, sono croccanti all’esterno e con un cuore soffice e profumato all’interno. Sono la perfetta combinazione di colori e profumi: attirano gli sguardi per i temi color pastello e stuzzicano i palati per le numerose varietà di gusti: vaniglia, caffè, violetta, menta e… chocolat. Provare per credere! Questo dolce è sbarcato in Italia grazie all’apertura a Milano della storica ed elegante maison francese, che ricorda molto le raffinate boutique parigine. 

roby fra ilaInfatti più che una pasticceria è una deliziosa boutique, tanto che in Francia i macarons vengono esposti in vetrina come se si trattasse di veri gioielli. Insomma, se volete assaporare qualche attimo di dolcezza, siete nel posto giusto! Nonostante i prezzi da capogiro, qui il dolce la fa da padrone. Vale comunque la pena recarsi in questo angolo di Parigi a Milano, un vero luogo incantato da godersi a bocca aperta.

Macarons


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Benvenuti a Montpellier dove natura, arte e divertimento si incontrano

Due anni fa ho fatto un viaggio a Montpellier, una nota città universitaria situata a sud della Francia e capitale della regione di Languedoc-Roussillon. Montpellier é una bella cittadina collocata a metà strada fra la Spagna e l’Italia. Ho passato lì circa un mese e sono stata molto contenta di scoprire un posto con così tante bellezze e opportunità.

A renderla famosa contribuiscono la sua università, dove Petrarca iniziò i suoi studi, una prestigiosa scuola di Medicina, fondata nel 1180, ma anche luoghi di interesse artistico, come il museo d’arte Fabre, e naturali come il Parco Zoologico e i Giardini botanici, perfetti se volete passare un pomeriggio di relax.
Vi presento i 6 luoghi che, secondo me, non potete perdervi se andate a Montpellier:

1.Place de la Comédie

Place de la Comédie è la piazza centrale di Montpellier, spesso viene chiamata l’“Uovo” per la sua  forma ovale. Si trova nel cuore della città ed é animata da numerosi caffè all’aperto. Lungo il suo asse centrale potrete ammirare la fontana de “Le Tre Grazie”, opera dello scultore Étienne dʼAntoine e  monumento simbolo della città. A pochi passi si erge l’Ópera Comédie, un celebre teatro liric in cui  si può assistere a meravigliose rappresentazioni. Dalla piazza si dipartono tutte le strade principali  del centro; è una zona molto chic, con tante boutiques e ristoranti, cinema e teatri dove i giovani si  incontrano per mangiare, chiacchierare e assistere agli eventi, inoltre, verso sera vi si raggruppano  moltissimi artisti e musicisti di strada.

2.Odysseum

È un centro commerciale perfetto per i bambini! Al suo interno troverete un cinema multisala, un planetario, una pista di pattinaggio, i go-kart e numerosi ristoranti, oltre ad una serie interminabile di negozi.

3.Corum: Palais de Congrès e Opéra Berlioz
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Se andate a Montpellier con la vostra dolce metà e volete godere di un bel tramonto romantico dovete andare diretti all’ingresso di Le Corum. Quest’ultimo è un imponente edificio in granito e cemento dell’architetto Claude Vasconi chesi trova in cima ad una collina, a pochi passi dalla Place de la Comédie ed é il centro congressi della città. Al suo interno accoglie l’Opera Berlioz, uno dei due luoghi di residenza del Teatro Nazionale dell’Opera e Orchestra di Montpellier con l’Opéra de la Comédie.

 4.Il quartiere di Antigone

10151602_819951264686444_818574271_nIl quartiere di Antigone, sicuramente il mio preferito, si estende dal centro commerciale Polygone fino al fiume Lez  con una prospettiva di circa 900 metri. Antigone è stato progettato dall’architetto catalano Ricardo Bofill in stile  neoclassico e, per questo, vi si possono osservare copie di sculture greco-romane quali la Vittoria di Samotracia e Zeus. Antigone dista circa 10 minuti dalla Place de la Comédie.

5.La facoltà di medicina

La facoltà di medicina di Montpellier è la più antica del mondo occidentale ancora in attività. È situata in un monastero me10149262_819953201352917_1313599203_ndievale e di qui sono passati personaggi celebri come Rabelais e Arnaud de Villeneuve. Grazie all’opera di Guilhelm VIII, signore di Montpellier, nel 1181 l’università venne aperta a tutti senza distinzione di confessione religiosa o di origine. La struttura è provvista di una straordinaria biblioteca che vanta ben 9 km di scaffali pieni di libri di medicina e di un incredibile Conservatorio di anatomia in cui sono esposti collezioni di incalcolabile valore storico e scientifico. Ovviamente non consiglio la visita di quest’ultima ai deboli di stomaco!

6.Le spiagge

La città gode di u10152780_819953311352906_111383861_nn clima caldo per almeno quattro mesi all’anno e questo permette di avere delle estati lunghe e piacevoli, vi consiglio, quindi, di visitare la regione durante il periodo estivo. Le famiglie in vacanza apprezzeranno le belle spiagge di Montpellier (Carnon, Pavillas, Le Grande Motte, Port Camargue): le soffici spiagge di sabbia sono il posto ideale dove passare delle giornate estive a rilassarsi con i propri bambini! Non mancano attività per gli sportivi che potranno scegliere tra i tanti sport acquatici offerti.


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À table! La tartiflette!

Quiche Lorraine, croque monsieur, bouillabasse, fondue, choucroute… se si pensa alla cucina francese non si ha che l’imbarazzo della scelta! Dopo tanta indecisione, alla fine vi propongo una delle mie ricette tradizionali francesi preferite: la tartiflette.

Questo piatto, tipico dell’Alta Savoia, è una rivisitazione degli anni ’80 della pelà, da cui, se non per la preparazione delle patate, si differenzia ben poco. Questa pietanza prende il nome dal suo ingrediente principale: la patata, che in patois si dice appunto tartiflà. Se non avete modo di andare oltralpe non preoccupatevi perché questo piatto è diffuso anche in Valle d’Aosta.

Come molti piatti tradizionali non è particolarmente complesso da preparare, gli ingredienti sono semplici e gustosi e ne esistono diverse versioni. Ovviamente anch’io vi propongo il mio modo di preparare la tartiflette che ha una caratteristica sua, infatti, non aggiungo la panna acida perché, oltre a non piacermi molto, trovo che questa pietanza sia già ricca e non proprio leggera di suo. Inoltre, siccome non sempre riesco a trovare il reblochon, talvolta utilizzo il brie, come vedrete nella mia video-ricetta in fondo a questo post.

 INGREDIENTI

2 patate medie

1 cipolla

50 gr di pancetta a cubetti

200 gr di reblochon (o brie in alternativa)

150 ml di vino bianco secco

1 pezzetto di burro

1 pizzico di sale

1 pizzico di pepe

 PREPARAZIONE

  1. Prendete le patate, pelatele e tagliatele a rondelle.

  2. Mettete in una pentola la pancetta con una noce di burro. Tagliate la cipolla a rondelle e aggiungetela.

  3. Quando la cipolla diventa traslucida (attenzione a non farla scurire!) aggiungete le rondelle di patate e mescolate il tutto. Aggiungete un pizzico di pepe.

  4. Aggiungete il vino bianco e lasciate cuocere coperto, a fuoco medio per circa 20 minuti. Aggiungete un pizzico di sale.

  5. Trascorso il tempo indicato, versate il composto in una teglia, meglio se con il bordo alto, e coprite con fettine, non troppo sottili, di reblochon.

  6. Mettete in forno a 210o per 25 minuti.

 ACCOMPAGNAMENTO

Essendo la tartiflette un piatto completo generalmente preferisco accompagnarlo con qualcosa di semplice, come ad esempio un’insalata verde o dei pomodori.

 COSA BERE

Anche in questo caso essendo la tartiflette un piatto forte vi suggerisco un vino rosso secco che sia in grado di tenerle testa, ad esempio, per rimanere in zona, perché non servirla con un Vin de Savoie?


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Quando ironia e amicizia sono una combinazione vincente

Quando alcuni amici mi hanno consigliato di vedere questo film mai mi sarei aspettata di avere a che fare con una piccola perla del cinema: un film che non solo è capace di trattare temi difficili, ma di farlo in modo umano, toccante e divertente. Rispetto ai soliti film in cui l’elemento pietistico e la compassione fanno da padroni, Quasi amici è un piacere per lo spirito e per gli occhi di noi spettatori.

Intouchables, titolo in lingua originale del film, è uscito nelle sale nel novembre del 2011 riscuotendo un successo notevole e diventando in breve tempo campione d’incassi al botteghino. Il lungometraggio dei registi Olivier Nakache e Éric Toledano ha, inoltre, ottenuto numerose canditature e premi a celebri manifestazioni cinematografiche.Senza nome 1Philippe, meravigliosamente interpretato da François Cluzet, è un uomo ricco, divenuto tetraplegico, intento a cercare qualcuno in grado di assisterlo. La sua vita cambia radicalmente quando ad uno dei numerosi colloqui per “aiutanti” si presenta Driss (Omar Sy), un giovane senegalese, ex galeotto, che vive nella periferia parigina. Il rapporto tra i due, inizialmente complesso,si trasforma in un’occasione di arricchimento, di cambiamento e di amicizia per entrambi.

Il film, che tra l’altro è tratto da una storia vera, parla di malattia, invalidità, integrazione e povertà in modo schietto e senza facili retoriche. Mi ha colpito, in particolare, l’uso dell’ironia e delle scene comiche che, non solo regalano al film un certo dinamismo, ma scardinano i tabù sociali trasformandosi in strumenti per superare le diversità e le difficoltà.

Insomma, se volete passare un paio d’ore in compagnia di un film piacevole, ma che vi lasci anche qualche spunto di riflessione vi consiglio caldamente questo film.


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10 posti particolari da vedere a Parigi

Ah Paris! La ville de l’amour! Chi non ha mai sognato di passare qualche giorno nella splendida capitale francese? Ed ecco che finalmente avete prenotato albergo e biglietto aereo… sì, ma cosa visitare in questa immensa città? Sia che vi fermiate per una settimana sia che siate già stati nella Ville Lumière se volete scoprire qualcosa di nuovo questa è la guida che fa per voi: ecco 10 posti particolari da visitare a Parigi!Musée de l'Orangérie

1. Musée de l’Orangérie. Questo museo si trova all’interno dei giardini di Tuileries, a pochi passi dal Louvre. Al suo interno, oltre ad esposizioni temporanee, troverete due sale che lasciano con il fiato sospeso: 8 enormi tele di Monet, raffiguranti le famosissime ninfee, riempiono queste stanze con i loro colori e la loro atmosfera fiabesca. Un’esperienza travolgente per gli amanti dell’arte e non solo!

2. Cité des Science et de l’Industrie. Questo museo è una vera e propria città nella città: grandissimi spazi sono dedicati ad esposizioni su storia, tecnologia e nuove invenzioni; il tutto però accompagnato dal divertimento: tanti giochi di ragionamento o di logica stuzzicano la mente del visitatore durante il tour.

Jardin de Luxembourg3. Jardin de Luxembourg. Questo giardino è uno dei parchi preferiti dai parigini. Nel cuore della città ci si ritrova a passeggiare tra prati, fontane e sculture dell’800. Perfetto per rilassarsi durante la giornata, osservando i bambini che giocano con le barchette nelle fontane, ascoltando musica suonata dal vivo nel chiosco o facendo attività sportive come il tennis.

4. Statua della Libertà. Eh no, non sto parlando di NYC! In pochi sanno che anche ParigiStatua della libertà ha la sua statua della libertà, molto più piccola di quella americana: si tratta di un regalo offerto ai francesi dagli Stati Uniti per celebrare il centenario della Rivoluzione Francese. Si trova su una piccola isola della Senna, nelle vicinanze della Torre Eiffel.

5. Quartiere Latino. Questa zona di Parigi, che ha come centro la Sorbona, prende il nome dagli studenti di latino che frequentavano quest’università. Ancora oggi, infatti, è uno dei posti più associati ad intellettuali e artisti. Le sue stradine sono ricche di librerie, caffè e piccoli negozi, senza dimenticare i numerosi ristoranti tipici (francesi e non!) che affollano la zona.

6. Panthéon. All’interno del quartiere latino troviamo questo edificio: inizialmente consacrato a chiesa, con il passare del tempo ha preso la funzione di mausoleo. Nei suoi sotterranei sono infatti sepolti molti eroi e personaggi che hanno segnato la storia della Francia, per citare alcuni nomi Voltaire, Hugo, Rousseau… Il Panthéon è inoltre il luogo scelto da Foucault per la dimostrazione della rotazione della Terra: c’è tutt’ora una riproduzione del pendolo originale dalla quale si può vedere ad occhio nudo il movimento del nostro pianeta.

7. Centre Pompidou. Questo museo è uno dei più grandi di Parigi ed è il museo per eccellenza dell’arte moderna e contemporanea. Al suo interno ci sono circa 70mila opere di numerosi artisti, da Dalì a Pollock, a Picasso; in più ogni anno il Centro organizza mostre monografiche o tematiche, raccogliendo opere provenienti anche da altre collezioni.

Bateau Mouche8. Bateau Mouche. Una delle esperienze più coinvolgenti in questa splendida città è sicuramente quella del Bateau Mouche: un giro lungo la Senna che vi farà osservare molti dei monumenti più noti di Parigi, dalla Torre Eiffel al Louvre, a Notre Dame da una prospettiva nuova.

9. Quartiere della Bastiglia. Questa zona di Parigi, caratterizzata storicamente dagli avvenimenti della Rivoluzione Francese ricordati dalla Colonna di Luglio posta al centro della piazza, è una delle più frequentate da giovani e turisti: le sue strade ricche di locali, pub e ristoranti, sono il luogo di incontro delle serate parigine.

10. Cimitero di Père-Lachaise. Uno dei luoghi più visitati della capitale francese, il cimitero di Père-Lachaise è famoso in tutto il mondo come il luogo di sepoltura di molti personaggi famosi: è infatti possibile lasciare un fiore sulla tomba di Oscar Wilde, o un pensiero su quella di Jim Morrison mentre si passeggia in questo luogo poetico e nostalgico.

Questi sono dei piccoli suggerimenti per vivere Parigi in un modo diverso. Un ultimo consiglio: se avete ancora un po’ di tempo da trascorrere in questa meravigliosa città fatelo passeggiando senza una meta, solo così potrete trovare la vostra Parigi!