Le café du français

Cinque studentesse vi raccontano la cultura francese


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Che mondo meraviglioso!

Se penso al cinema francese uno dei primi film che mi viene in mente è sicuramente “Il favoloso mondo di Amélie”, una commedia raccontata come una favola, nata dalla mente del regista  Jean-Pierre Jeunet. Questo film, uscito nei cinema francesi nel 2001 (l’anno successivo in quelli italiani), ha riscosso un grande successo tra il pubblico oltre ad avere ottenuto moltissime candidature a premi cinematografici.Amélie

Amélie è una ragazza solitaria che vive la sua vita sognando ad occhi aperti in un mondo fatto di fantasie. Qualcosa cambia quando trova una vecchia scatola di latta nascosta da un bambino nel suo appartamento che decide di restituire al suo proprietario, diventato ormai adulto. Da questo momento in poi la sua vita prende una nuova piega: Amélie diventa una paladina della giustizia e cerca in ogni modo di fare del bene per le persone più deboli o per degli sconosciuti, il tutto solo per vedere la gioia nei loro occhi.

Questo film, poetico e fantasioso, offre l’immagine di una felicità data dalle piccole cose di tutti i giorni: vuole insegnare che fare del bene senza chiedere nulla in cambio, se non la consapevolezza di aver regalato un sorriso ad una persona, è ancora possibile. Non dimentichiamo poi la meravigliosa colonna sonora firmata Yann Tiersen che accompagna la protagonista in tutte le sue avventure. Un film da vedere assolutamente!

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Quando ironia e amicizia sono una combinazione vincente

Quando alcuni amici mi hanno consigliato di vedere questo film mai mi sarei aspettata di avere a che fare con una piccola perla del cinema: un film che non solo è capace di trattare temi difficili, ma di farlo in modo umano, toccante e divertente. Rispetto ai soliti film in cui l’elemento pietistico e la compassione fanno da padroni, Quasi amici è un piacere per lo spirito e per gli occhi di noi spettatori.

Intouchables, titolo in lingua originale del film, è uscito nelle sale nel novembre del 2011 riscuotendo un successo notevole e diventando in breve tempo campione d’incassi al botteghino. Il lungometraggio dei registi Olivier Nakache e Éric Toledano ha, inoltre, ottenuto numerose canditature e premi a celebri manifestazioni cinematografiche.Senza nome 1Philippe, meravigliosamente interpretato da François Cluzet, è un uomo ricco, divenuto tetraplegico, intento a cercare qualcuno in grado di assisterlo. La sua vita cambia radicalmente quando ad uno dei numerosi colloqui per “aiutanti” si presenta Driss (Omar Sy), un giovane senegalese, ex galeotto, che vive nella periferia parigina. Il rapporto tra i due, inizialmente complesso,si trasforma in un’occasione di arricchimento, di cambiamento e di amicizia per entrambi.

Il film, che tra l’altro è tratto da una storia vera, parla di malattia, invalidità, integrazione e povertà in modo schietto e senza facili retoriche. Mi ha colpito, in particolare, l’uso dell’ironia e delle scene comiche che, non solo regalano al film un certo dinamismo, ma scardinano i tabù sociali trasformandosi in strumenti per superare le diversità e le difficoltà.

Insomma, se volete passare un paio d’ore in compagnia di un film piacevole, ma che vi lasci anche qualche spunto di riflessione vi consiglio caldamente questo film.