Le café du français

Cinque studentesse vi raccontano la cultura francese


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Benvenuti a Montpellier dove natura, arte e divertimento si incontrano

Due anni fa ho fatto un viaggio a Montpellier, una nota città universitaria situata a sud della Francia e capitale della regione di Languedoc-Roussillon. Montpellier é una bella cittadina collocata a metà strada fra la Spagna e l’Italia. Ho passato lì circa un mese e sono stata molto contenta di scoprire un posto con così tante bellezze e opportunità.

A renderla famosa contribuiscono la sua università, dove Petrarca iniziò i suoi studi, una prestigiosa scuola di Medicina, fondata nel 1180, ma anche luoghi di interesse artistico, come il museo d’arte Fabre, e naturali come il Parco Zoologico e i Giardini botanici, perfetti se volete passare un pomeriggio di relax.
Vi presento i 6 luoghi che, secondo me, non potete perdervi se andate a Montpellier:

1.Place de la Comédie

Place de la Comédie è la piazza centrale di Montpellier, spesso viene chiamata l’“Uovo” per la sua  forma ovale. Si trova nel cuore della città ed é animata da numerosi caffè all’aperto. Lungo il suo asse centrale potrete ammirare la fontana de “Le Tre Grazie”, opera dello scultore Étienne dʼAntoine e  monumento simbolo della città. A pochi passi si erge l’Ópera Comédie, un celebre teatro liric in cui  si può assistere a meravigliose rappresentazioni. Dalla piazza si dipartono tutte le strade principali  del centro; è una zona molto chic, con tante boutiques e ristoranti, cinema e teatri dove i giovani si  incontrano per mangiare, chiacchierare e assistere agli eventi, inoltre, verso sera vi si raggruppano  moltissimi artisti e musicisti di strada.

2.Odysseum

È un centro commerciale perfetto per i bambini! Al suo interno troverete un cinema multisala, un planetario, una pista di pattinaggio, i go-kart e numerosi ristoranti, oltre ad una serie interminabile di negozi.

3.Corum: Palais de Congrès e Opéra Berlioz
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Se andate a Montpellier con la vostra dolce metà e volete godere di un bel tramonto romantico dovete andare diretti all’ingresso di Le Corum. Quest’ultimo è un imponente edificio in granito e cemento dell’architetto Claude Vasconi chesi trova in cima ad una collina, a pochi passi dalla Place de la Comédie ed é il centro congressi della città. Al suo interno accoglie l’Opera Berlioz, uno dei due luoghi di residenza del Teatro Nazionale dell’Opera e Orchestra di Montpellier con l’Opéra de la Comédie.

 4.Il quartiere di Antigone

10151602_819951264686444_818574271_nIl quartiere di Antigone, sicuramente il mio preferito, si estende dal centro commerciale Polygone fino al fiume Lez  con una prospettiva di circa 900 metri. Antigone è stato progettato dall’architetto catalano Ricardo Bofill in stile  neoclassico e, per questo, vi si possono osservare copie di sculture greco-romane quali la Vittoria di Samotracia e Zeus. Antigone dista circa 10 minuti dalla Place de la Comédie.

5.La facoltà di medicina

La facoltà di medicina di Montpellier è la più antica del mondo occidentale ancora in attività. È situata in un monastero me10149262_819953201352917_1313599203_ndievale e di qui sono passati personaggi celebri come Rabelais e Arnaud de Villeneuve. Grazie all’opera di Guilhelm VIII, signore di Montpellier, nel 1181 l’università venne aperta a tutti senza distinzione di confessione religiosa o di origine. La struttura è provvista di una straordinaria biblioteca che vanta ben 9 km di scaffali pieni di libri di medicina e di un incredibile Conservatorio di anatomia in cui sono esposti collezioni di incalcolabile valore storico e scientifico. Ovviamente non consiglio la visita di quest’ultima ai deboli di stomaco!

6.Le spiagge

La città gode di u10152780_819953311352906_111383861_nn clima caldo per almeno quattro mesi all’anno e questo permette di avere delle estati lunghe e piacevoli, vi consiglio, quindi, di visitare la regione durante il periodo estivo. Le famiglie in vacanza apprezzeranno le belle spiagge di Montpellier (Carnon, Pavillas, Le Grande Motte, Port Camargue): le soffici spiagge di sabbia sono il posto ideale dove passare delle giornate estive a rilassarsi con i propri bambini! Non mancano attività per gli sportivi che potranno scegliere tra i tanti sport acquatici offerti.

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À table! La tartiflette!

Quiche Lorraine, croque monsieur, bouillabasse, fondue, choucroute… se si pensa alla cucina francese non si ha che l’imbarazzo della scelta! Dopo tanta indecisione, alla fine vi propongo una delle mie ricette tradizionali francesi preferite: la tartiflette.

Questo piatto, tipico dell’Alta Savoia, è una rivisitazione degli anni ’80 della pelà, da cui, se non per la preparazione delle patate, si differenzia ben poco. Questa pietanza prende il nome dal suo ingrediente principale: la patata, che in patois si dice appunto tartiflà. Se non avete modo di andare oltralpe non preoccupatevi perché questo piatto è diffuso anche in Valle d’Aosta.

Come molti piatti tradizionali non è particolarmente complesso da preparare, gli ingredienti sono semplici e gustosi e ne esistono diverse versioni. Ovviamente anch’io vi propongo il mio modo di preparare la tartiflette che ha una caratteristica sua, infatti, non aggiungo la panna acida perché, oltre a non piacermi molto, trovo che questa pietanza sia già ricca e non proprio leggera di suo. Inoltre, siccome non sempre riesco a trovare il reblochon, talvolta utilizzo il brie, come vedrete nella mia video-ricetta in fondo a questo post.

 INGREDIENTI

2 patate medie

1 cipolla

50 gr di pancetta a cubetti

200 gr di reblochon (o brie in alternativa)

150 ml di vino bianco secco

1 pezzetto di burro

1 pizzico di sale

1 pizzico di pepe

 PREPARAZIONE

  1. Prendete le patate, pelatele e tagliatele a rondelle.

  2. Mettete in una pentola la pancetta con una noce di burro. Tagliate la cipolla a rondelle e aggiungetela.

  3. Quando la cipolla diventa traslucida (attenzione a non farla scurire!) aggiungete le rondelle di patate e mescolate il tutto. Aggiungete un pizzico di pepe.

  4. Aggiungete il vino bianco e lasciate cuocere coperto, a fuoco medio per circa 20 minuti. Aggiungete un pizzico di sale.

  5. Trascorso il tempo indicato, versate il composto in una teglia, meglio se con il bordo alto, e coprite con fettine, non troppo sottili, di reblochon.

  6. Mettete in forno a 210o per 25 minuti.

 ACCOMPAGNAMENTO

Essendo la tartiflette un piatto completo generalmente preferisco accompagnarlo con qualcosa di semplice, come ad esempio un’insalata verde o dei pomodori.

 COSA BERE

Anche in questo caso essendo la tartiflette un piatto forte vi suggerisco un vino rosso secco che sia in grado di tenerle testa, ad esempio, per rimanere in zona, perché non servirla con un Vin de Savoie?


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Quando ironia e amicizia sono una combinazione vincente

Quando alcuni amici mi hanno consigliato di vedere questo film mai mi sarei aspettata di avere a che fare con una piccola perla del cinema: un film che non solo è capace di trattare temi difficili, ma di farlo in modo umano, toccante e divertente. Rispetto ai soliti film in cui l’elemento pietistico e la compassione fanno da padroni, Quasi amici è un piacere per lo spirito e per gli occhi di noi spettatori.

Intouchables, titolo in lingua originale del film, è uscito nelle sale nel novembre del 2011 riscuotendo un successo notevole e diventando in breve tempo campione d’incassi al botteghino. Il lungometraggio dei registi Olivier Nakache e Éric Toledano ha, inoltre, ottenuto numerose canditature e premi a celebri manifestazioni cinematografiche.Senza nome 1Philippe, meravigliosamente interpretato da François Cluzet, è un uomo ricco, divenuto tetraplegico, intento a cercare qualcuno in grado di assisterlo. La sua vita cambia radicalmente quando ad uno dei numerosi colloqui per “aiutanti” si presenta Driss (Omar Sy), un giovane senegalese, ex galeotto, che vive nella periferia parigina. Il rapporto tra i due, inizialmente complesso,si trasforma in un’occasione di arricchimento, di cambiamento e di amicizia per entrambi.

Il film, che tra l’altro è tratto da una storia vera, parla di malattia, invalidità, integrazione e povertà in modo schietto e senza facili retoriche. Mi ha colpito, in particolare, l’uso dell’ironia e delle scene comiche che, non solo regalano al film un certo dinamismo, ma scardinano i tabù sociali trasformandosi in strumenti per superare le diversità e le difficoltà.

Insomma, se volete passare un paio d’ore in compagnia di un film piacevole, ma che vi lasci anche qualche spunto di riflessione vi consiglio caldamente questo film.


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10 posti particolari da vedere a Parigi

Ah Paris! La ville de l’amour! Chi non ha mai sognato di passare qualche giorno nella splendida capitale francese? Ed ecco che finalmente avete prenotato albergo e biglietto aereo… sì, ma cosa visitare in questa immensa città? Sia che vi fermiate per una settimana sia che siate già stati nella Ville Lumière se volete scoprire qualcosa di nuovo questa è la guida che fa per voi: ecco 10 posti particolari da visitare a Parigi!Musée de l'Orangérie

1. Musée de l’Orangérie. Questo museo si trova all’interno dei giardini di Tuileries, a pochi passi dal Louvre. Al suo interno, oltre ad esposizioni temporanee, troverete due sale che lasciano con il fiato sospeso: 8 enormi tele di Monet, raffiguranti le famosissime ninfee, riempiono queste stanze con i loro colori e la loro atmosfera fiabesca. Un’esperienza travolgente per gli amanti dell’arte e non solo!

2. Cité des Science et de l’Industrie. Questo museo è una vera e propria città nella città: grandissimi spazi sono dedicati ad esposizioni su storia, tecnologia e nuove invenzioni; il tutto però accompagnato dal divertimento: tanti giochi di ragionamento o di logica stuzzicano la mente del visitatore durante il tour.

Jardin de Luxembourg3. Jardin de Luxembourg. Questo giardino è uno dei parchi preferiti dai parigini. Nel cuore della città ci si ritrova a passeggiare tra prati, fontane e sculture dell’800. Perfetto per rilassarsi durante la giornata, osservando i bambini che giocano con le barchette nelle fontane, ascoltando musica suonata dal vivo nel chiosco o facendo attività sportive come il tennis.

4. Statua della Libertà. Eh no, non sto parlando di NYC! In pochi sanno che anche ParigiStatua della libertà ha la sua statua della libertà, molto più piccola di quella americana: si tratta di un regalo offerto ai francesi dagli Stati Uniti per celebrare il centenario della Rivoluzione Francese. Si trova su una piccola isola della Senna, nelle vicinanze della Torre Eiffel.

5. Quartiere Latino. Questa zona di Parigi, che ha come centro la Sorbona, prende il nome dagli studenti di latino che frequentavano quest’università. Ancora oggi, infatti, è uno dei posti più associati ad intellettuali e artisti. Le sue stradine sono ricche di librerie, caffè e piccoli negozi, senza dimenticare i numerosi ristoranti tipici (francesi e non!) che affollano la zona.

6. Panthéon. All’interno del quartiere latino troviamo questo edificio: inizialmente consacrato a chiesa, con il passare del tempo ha preso la funzione di mausoleo. Nei suoi sotterranei sono infatti sepolti molti eroi e personaggi che hanno segnato la storia della Francia, per citare alcuni nomi Voltaire, Hugo, Rousseau… Il Panthéon è inoltre il luogo scelto da Foucault per la dimostrazione della rotazione della Terra: c’è tutt’ora una riproduzione del pendolo originale dalla quale si può vedere ad occhio nudo il movimento del nostro pianeta.

7. Centre Pompidou. Questo museo è uno dei più grandi di Parigi ed è il museo per eccellenza dell’arte moderna e contemporanea. Al suo interno ci sono circa 70mila opere di numerosi artisti, da Dalì a Pollock, a Picasso; in più ogni anno il Centro organizza mostre monografiche o tematiche, raccogliendo opere provenienti anche da altre collezioni.

Bateau Mouche8. Bateau Mouche. Una delle esperienze più coinvolgenti in questa splendida città è sicuramente quella del Bateau Mouche: un giro lungo la Senna che vi farà osservare molti dei monumenti più noti di Parigi, dalla Torre Eiffel al Louvre, a Notre Dame da una prospettiva nuova.

9. Quartiere della Bastiglia. Questa zona di Parigi, caratterizzata storicamente dagli avvenimenti della Rivoluzione Francese ricordati dalla Colonna di Luglio posta al centro della piazza, è una delle più frequentate da giovani e turisti: le sue strade ricche di locali, pub e ristoranti, sono il luogo di incontro delle serate parigine.

10. Cimitero di Père-Lachaise. Uno dei luoghi più visitati della capitale francese, il cimitero di Père-Lachaise è famoso in tutto il mondo come il luogo di sepoltura di molti personaggi famosi: è infatti possibile lasciare un fiore sulla tomba di Oscar Wilde, o un pensiero su quella di Jim Morrison mentre si passeggia in questo luogo poetico e nostalgico.

Questi sono dei piccoli suggerimenti per vivere Parigi in un modo diverso. Un ultimo consiglio: se avete ancora un po’ di tempo da trascorrere in questa meravigliosa città fatelo passeggiando senza una meta, solo così potrete trovare la vostra Parigi!


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Degas, il pittore che metteva in scena la danza

Se dovessi fare una classifica di quale arte sia più capace di sconvolgermi l’anima, direi senza dubbio la danza. Come sottolineava un saggista e psicologo britannico, Henry Havelock Ellis, la danza è la più sublime, la più commovente e la più bella di tutte le arti. Sono quasi del tutto convinta che lo stesso pensiero lo avrà sicuramente avuto, a suo tempo, anche il famoso pittore e scultore impressionista francese Edgar Degas. La danza, infatti, è un soggetto che segnerà indelebilmente la carriera dell’artista. Egli era estasiato da quelle ballerine che illuminavano la scena e che erano per lui come delle stelle dalle quali lo sguardo non poteva staccarsi. Degas ritraeva le ballerine, suo soggetto prediletto, nei momenti più naturali e spontanei, come è il caso del dipinto “La classe di danza” (1871-1874, olio su tela, cm 85 x 75, Parigi, Musée d’Orsay), in cui le ballerine vengono ritratte mentre assistono ad una lezione, cogliendone così l’aspetto quotidiano con garbo e raffinatezza. Egli pone un’attenzione particolare agli aspetti coloristici della luce, che definiscono le particolarità degli abiti e dei movimenti. Degas ha saputo rappresentare in pittura la vera essenza della danza: l’energia e la vitalità delle figure, la naturalezza dei corpi in movimento che si possono notare non soltanto sul palcoscenico, ma anche e soprattutto nei momenti più intimi, come quelli degli esercizi e della fase di preparazione.

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Ecco perché non potete perdervi il Festival du Premier Roman de Chambery

Qualche anno fa, quando ero ancora una studentessa della triennale di mediazione di Torino, ho avuto l’opportunità di frequentare un laboratorio sul romanzo francese contemporaneo: alla prima lezione la docente ci ha spiegato che avremmo dovuto leggere i romanzi “finalisti” del Festival du Premier Roman e che, chi avesse voluto, avrebbe potuto recarsi a Chambery per partecipare all’evento vero e proprio. Ovviamente da buona lettrice il 19 maggio di quell’anno salii sul TGV che mi avrebbe portato nella piccola cittadina francese. Beh, che dire? Un’esperienza ricca e stimolante!

Fondamentalmente si tratta di una manifestazione letteraria di quattro giorni che si svolge annualmente nel mese di maggio. L’obiettivo dell’evento è di promuovere la lettura in lingua (francese e francofona!), ma anche di far conoscere gli autori che, durante l’anno, si sono cimentati con il loro primo romanzo. Quello che, ai miei occhi, rende speciale questo festival è il fatto che i 23 scrittori che partecipano all’evento vengono selezionati direttamente dai lettori, infatti, chiunque, durante la saison de lecture, può proporsi come lettore e votare per il suo libro preferito.

Durante i 4 giorni del festival si svolgono conferenze e dibattiti su temi generali legati alla letteratura e sui libri in gara, inoltre, si ha la possibilità di conoscere e di confrontarsi direttamente con gli autori dei libri sia durante gli incontri ufficiali sia con maggiore rilassatezza durante i golosi buffet che seguono i dibattiti. Non pensiate che si tratti di una manifestazione di nicchia perché proprio da qui sono emersi alcuni grandi nomi della letteratura francese e francofona contemporanea, solo per citarne alcuni: Nothomb, Waberi, Houellebeck, Aissaoui, Binet…

Insomma per tutti i lettori e soprattutto per i lettori amanti della cultura francese come noi è un evento assolutamente da non perdere!

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