Le café du français

Cinque studentesse vi raccontano la cultura francese


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A spasso nella storia

Una delle figure più emblematiche della storia della Francia e uno dei personaggi storici più amati e ammirati in patria, e probabilmente anche nel mondo, è l’eroina Giovanna d’Arco. Una delle donne più forti della storia, capace di scendere in guerra, smuovere gli eserciti e sacrificare la propria vita per un ideale. Il suo ruolo fu decisivo nel riunire il proprio paese contribuendo a risollevare il morale francese nel corso della guerra dei Cent’anni, che vide l’opposizione della Francia all’Inghilterra tra il Trecento e il Quattrocento. Il nome e la figura della Pucelle d’Orléans riecheggiano in tutta la Francia e danno vita alle più diverse interpretazioni del personaggio: vasta è la produzione letteraria sulla sua vita e le sue gesta. Anche il famoso scultore francese Emmanuel Frémiet ne ha realizzato una rappresentazione, una statua equestre in oro. Eretta nel 1874, si trova collocata a Place des Pyramides, sulla Rue de Rivoli, a Parigi, luogo in cui l’eroina fu ferita durante il suo tentativo di entrare in città, l’8 settembre 1492, durante l’attacco contro gli inglesi che controllavano la città. Divenuta fin da subito una delle icone della piazza, troviamo delle statue sorelle a Philadelphia e Portland negli Stati Uniti, a Nancy e a Orléans, suo paese d’origine, di dimensioni ancor più monumentali a sottolineare l’importanza e la straordinaria storia di Giovanna d’Arco.Blog arte

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La Tarte Tatin

Uno dei dolci tipici francesi più conosciuti è sicuramente la tarte tatin, una torta di mele famosa soprattutto per la particolarità della cottura: va infatti infornata ponendo le mele alla base e la pasta sopra, per poi essere capovolta al momento di servirla.

C’è una famosa leggenda che racconta la nascita di questo dolce. Secondo la storia due sorelle francesi, Caroline et Stéphanie Tatin, proprietarie di un ristorante nel centro della Francia, inventarono questo dolce un po’ per caso: durante la preparazione di una torta di mele classica una delle sorelle dimenticò di porre la pasta al di sotto delle mele, lasciandole così caramellare con il burro e lo zucchero in forno. Per rimediare all’errore decise quindi di mettere la pasta sopra le mele e di rinfornare il tutto, creando quella che ora è conosciuta proprio come la Tarte Tatin.

INGREDIENTIDSCN2165

Per il ripieno:

8 mele renette

150 gr di burro

150 gr di zucchero

Per la pasta sablée:

200 gr di farina

100 gr di burro

25 gr di zucchero

Un uovo

Un pizzico di sale

Per preparare la pasta sablée (simile alla pasta frolla) mescolate farina, zucchero e un pizzico di sale. Aggiungete poi il burro tagliato a tocchetti e mescolate con le dita fino ad ottenere una consistenza sabbiosa da cui deriva il nome della pasta. Aggiungete infine l’uovo e impastate fino a formare una palla di pasta. Conservate al fresco.DSCN2160      DSCN2161

Per il ripieno sbucciate le mele e tagliatele a spicchi. Fate caramellare burro e zucchero in una padella a fuoco vivo, facendo attenzione a non farlo diventare troppo scuro. Una volta caramellato mettete nella padella le mele e copritele con un foglio di alluminio, facendole cuocere a fiamma bassa per 5 – 10 minuti.

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Quando le mele sono cotte fatele raffreddare e mettetele sul fondo di una teglia. Stendete la pasta con cui ricoprirete le mele facendo rientrare i bordi nella teglia e bucherellatela con una forchetta.

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Infornate a 200° per circa 20 minuti e una volta cotta capovolgete la torta ancora calda su un piatto da portata: la nostra Tarte Tatin è pronta per essere gustata! DSCN2179


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Letture contemporanee: L’uomo che credeva di non avere più tempo

guillaume+mussoOggi si parla di letteratura! In particolare vi parlerò del romanzo che ho appena terminato di leggere e che, a mio parere, si può considerare come uno dei più bei romanzi degli ultimi tempi. L’autore è lo scrittore francese Guillaume Musso. Appassionato di letteratura sin dall’infanzia, ha cominciato a scrivere quando era ancora uno studente.
 Affascinato dagli Stati Uniti, a 19 anni è partito per New York dove ha svolto diversi piccoli lavori conoscendo la popolazione cosmopolita della Grande mela e, soprattutto, trovando numerose idee per i suoi racconti. 
I suoi romanzi hanno riscontrato un enorme successo, infatti solo in Francia ha venduto tre milioni di copie e i suoi libri sono stati tradotti in 27 lingue.

Il romanzo in questione, nonché suo romanzo di esordio, “L’uomo che credeva di non avere più tempo” viene definito dalla critica “Sconvolgente, come può essere sconvolgente la vita”. Il protagonista è 
Nathan, un prestigioso avvocato di New York, che nonostante il successo conduceva una vita in solitudine: dopo che sua moglie lo aveva lasciato portando con sé sua figlia Bonnie, la sua vita era totalmente dedicata al lavoro. Un giorno uno sconosciuto si presenta nel suo ufficio: e’ Garrett Goodrich, un famoso medico di chirurgia oncologica, che gli rivela qualcosa di sconvolgente, sostiene infatti di saper riconoscere le persone prossime alla morte. Da quel momento Nathan è costretto a riconsiderare la sua vita, a rivalutare le sue scelte, a riscoprire emozioni e a recuperare persone e sentimenti che da tempo aveva lasciato andare.

$(KGrHqJHJFEFGkHF3jb9BRpOtT()Dw~~60_1Quello che l’autore ci propone e’ una riflessione profonda sulla vita, sulle decisioni che prendiamo e sul tempo che passa. 
Per questo penso che sia un romanzo di grande attualità per una società come la nostra, in cui il lavoro e la fretta fanno da padroni e in cui difficilmente ci si sofferma a riflettere sulle cose importanti della vita come i rapporti umani.

E voi cosa ne pensate? Se vi va di condividere la vostra opinione su questo romanzo o se ne avete altri da suggerirmi scrivete un commento qui sotto! Ps: buona lettura!


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Piccola guida dei modi di dire – Parte I

Sapete qual è una delle spie che rivela se siete madrelingua francese o no? L’uso e la conoscenza di frasi fatte ed espressioni idiomatiche. Queste ultime sono delle formule fisse che generalmente si basano su paragoni o metafore. La vera difficoltà per un non madrelingua non è quello di capire il significato letterale, ma il senso sottinteso della frase fatta soprattutto laddove il legame tra significato letterale e senso non è affatto evidente!

Ho deciso di proporvi alcuni dei modi di dire più utilizzati e diffusi. Già da questi primi esempi vi renderete conto di come alcuni modi di dire trovino un corrispondente pressoché identico in italiano, mentre in altri casi la traduzione risulta molto più complessa.

Être aux angesangioletti2

Letteralmente essere agli angeli, ha il senso di essere molto felici, provare una grande gioia. La traduzione italiana più probabile è essere al settimo cielo, modo di dire azzeccato anche per il richiamo paradisiaco.

Avoir le cafard

In questo caso molto difficilmente noi poveri non madrelingua potremmo capire il senso di questa espressione che letteralmente vuol dire avere lo scarafaggio, mentre il suo significato è essere di pessimo umore, di umore nero.

Jeter un coup d’oeil

Ecco un esempio di modo di dire che trova un suo perfetto corrispondente in italiano: dare un’occhiata.

images Ne pas réveiller le chat qui dort

Non svegliare il gatto che dorme… non è una svista né un errore, ma l’equivalente in francese del nostro non svegliare il can che dorme.

Costruire les châteaux en Espagne

Letteralmente “costruire castelli in Spagna” significa fantasticare, illudersi, sognare l’irrealizzabile. Una traduzione vincente?Costruire castelli in aria.

Avoir le vent en poupe

 Se tutto vi sta andando bene, anzi alla grande questa espressione fa per voi! In italiano non solo troviamo la traduzione perfetta avere il vento in poppa, ma sempre in riferimento al contesto marinaresco potremmo usare anche andare a gonfievele.

Rouler sur l’oril_tuffo_di_zio_paperone

Se gli italiani nell’oro ci nuotano, i francesi ci si rotolano. Questo modo di dire risulta facilmente comprensibile:  possedere molto denaro, essere pieni di soldi.

Ne pas pouvoir être au four et au moulin

Non poter essere sia al forno che al mulino, non richiede grandi spiegazioni questo modo di dire che indica l’impossibilità di trovarsi in più posti contemporaneamente.

Appeler un chat un chat

Anche in questo caso con un po’ di buon senso si può capire che chiamare un gatto gatto significa avere il coraggio di chiamare le cose col loro nome, per estensione anche dire le cose in modo diretto. Questo modo di dire potrebbe trovare un suo corrispondente nell’espressione italiana pane al pane, vino al vino. Ho scoperto poi che esiste una versione leggermente diversa di questo modo di dire addirittura nel greco antico in cui l’espressione era però chiamare un fico fico e una barca barca.

Voir trente-six chande72638298lles

A tutti noi è, purtroppo, capitato di sbattere il famoso mignolo nello spigolo del comodino e di aver visto le stelle per il colpo e per il dolore. Anche i francesi in questa occasione vedono delle luci: non quelle delle stelle, ma ben 36 candele.


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Che mondo meraviglioso!

Se penso al cinema francese uno dei primi film che mi viene in mente è sicuramente “Il favoloso mondo di Amélie”, una commedia raccontata come una favola, nata dalla mente del regista  Jean-Pierre Jeunet. Questo film, uscito nei cinema francesi nel 2001 (l’anno successivo in quelli italiani), ha riscosso un grande successo tra il pubblico oltre ad avere ottenuto moltissime candidature a premi cinematografici.Amélie

Amélie è una ragazza solitaria che vive la sua vita sognando ad occhi aperti in un mondo fatto di fantasie. Qualcosa cambia quando trova una vecchia scatola di latta nascosta da un bambino nel suo appartamento che decide di restituire al suo proprietario, diventato ormai adulto. Da questo momento in poi la sua vita prende una nuova piega: Amélie diventa una paladina della giustizia e cerca in ogni modo di fare del bene per le persone più deboli o per degli sconosciuti, il tutto solo per vedere la gioia nei loro occhi.

Questo film, poetico e fantasioso, offre l’immagine di una felicità data dalle piccole cose di tutti i giorni: vuole insegnare che fare del bene senza chiedere nulla in cambio, se non la consapevolezza di aver regalato un sorriso ad una persona, è ancora possibile. Non dimentichiamo poi la meravigliosa colonna sonora firmata Yann Tiersen che accompagna la protagonista in tutte le sue avventure. Un film da vedere assolutamente!


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Parlez-vous français?

MIniatura Roman de la Rose di Guillaume de LorrisPer inaugurare questa categoria ho pensato fosse doveroso dedicare il primo post ad introdurre la lingua francese e ripercorrerne brevemente la storia dal momento che, come tutti gli studenti di lingue sanno bene, la lingua che parliamo oggi non è sempre stata così, ma è il frutto di una storia secolare; una storia di cambiamenti, trasformazioni, neologismi ecc. Di queste modifiche possiamo renderci conto in prima persona, infatti, a tutti capita di sentire un anziano usare parole ormai poco comuni.

Fatta questa premessa, cominciamo col dire che il francese è una lingua romanza, cioè fa parte di quel gruppo di lingue, tra cui anche l’italiano, lo spagnolo e il romeno, che derivano dal latino. Se avete sentito parlare del De bello gallico di Giulio Cesare, saprete che i territori dell’attuale Francia, all’epoca Gallia, furono oggetto di una vera e propria campagna di sottomissione da parte dei romani: l’evoluzione del latino orale impostosi con la colonizzazione, sommato alle lingue parlate dai locali, ha dato origine alle lingue romanze attualmente parlate.

Tuttavia è solo molto più tardi, nel IX secolo circa, alla fine del regno di Carlo Magno, che si inizia a parlare di una lingua diversa dal latino: generalmente si indica questo periodo perché a questo risalgono le prime testimonianze scritte dell’esistenza di una lingua differente a cui, inizialmente, venne dato il nome (un nome latino ancora) di lingua romana rustica. Solo qualche secolo dopo diventerà françoise, infine, françaisAllegorie de la peinture et de la sculpture - Ambroise Dubois

Durante il XIV e il XV secolo la lingua francese si diffonde sia geograficamente che culturalmente ed è proprio in questo periodo che si delineano alcuni tratti e caratteristiche che sono alla base del francese moderno. Una volta consolidatasi inFrancia, iniziò nel 1500, parallelamente alle conquiste coloniali, una grande diffusione che raggiunse il Québec e la Louisiana e contribuì alla formazione delle lingue creole. Qualche secolo dopo il francese aveva raggiunto lo status di lingua veicolare internazionale, quello che una volta era stato il latino e che è l’inglese ai giorni nostri.

E oggi? Se finora abbiamo parlato del francese quasi esclusivamente in relazione alla Francia, oggi dovremmo invece dire che la sua diffusione è a dir poco notevole essendo madrelingua di 15 paesi, lingua ufficiale di 33 e lingua privilegiata di altri 13. Sicuramente scegliere di studiare questa lingua rappresenta un buon investimento anche se, secondo la mia esperienza personale, richiede tempo e pazienza a causa di una pronuncia non semplicissima e delle molte eccezioni. Dedicatevi a questa lingua ricca e interessante con passione e dedizione e vedrete che otterrete ottimi risultati! Bonne chance!


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Un assaggio di Francia

fra ila robySe vi capita di fare una passeggiata a Milano, non potete perdere l’occasione di assaggiare i veri macarons francesi di Ladurée. Nati all’inizio del XX secolo dall’idea di Pierre Desfontaines di unire due gusci di meringa con un delizioso ripieno, i macarons sono oggi un’autentica mania. Vere e proprie piccole tentazioni, inconfondibili per l’aspetto chic e raffinato, i dolcetti-simbolo della pasticceria francese Ladurée, fondata a Parigi nel 1862, sono croccanti all’esterno e con un cuore soffice e profumato all’interno. Sono la perfetta combinazione di colori e profumi: attirano gli sguardi per i temi color pastello e stuzzicano i palati per le numerose varietà di gusti: vaniglia, caffè, violetta, menta e… chocolat. Provare per credere! Questo dolce è sbarcato in Italia grazie all’apertura a Milano della storica ed elegante maison francese, che ricorda molto le raffinate boutique parigine. 

roby fra ilaInfatti più che una pasticceria è una deliziosa boutique, tanto che in Francia i macarons vengono esposti in vetrina come se si trattasse di veri gioielli. Insomma, se volete assaporare qualche attimo di dolcezza, siete nel posto giusto! Nonostante i prezzi da capogiro, qui il dolce la fa da padrone. Vale comunque la pena recarsi in questo angolo di Parigi a Milano, un vero luogo incantato da godersi a bocca aperta.

Macarons