Le café du français

Cinque studentesse vi raccontano la cultura francese


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A table! Le gaufres!

Oggi vi propongo una ricetta che sicuramente piacerà ai più golosi: le gaufres, un dolce noto anche con il nome di waffle, diffuso non solo in Francia, ma anche in Belgio e Germania.

Queste cialdine morbide dentro e croccanti all’esterno si preparano con un impasto simile a quello dei pancake. Tuttavia quello che rende particolare e immediatamente riconoscibile questo dolce è la tipica forma “a grata”. Infatti per poter ottenere delle gaufres perfette serve uno strumento apposito,  “gaufrier”/cialdiera, costituito da due piastre in metallo saldate tra loro all’interno delle quali si versa il composto  (in francese il verbo “gaufrer” significa imprimere un motivo, un disegno su una superficie). Se desiderate sperimentare questa ricetta non preoccupatevi perché potete trovare un gaufrier a prezzi ragionevoli sia nei negozi che online (ad esempio su amazon c’è un’ampia scelta con prezzi che vanno vanno dai 30 ai 100 euro).

Come ho detto prima questa ricetta piacerà ai golosi perché dovete sapere che se le gaufres mangiate da sole sono buone, sono assolutamente deliziose se accompagnate da marmellata, nutella o panna. Ovviamente gli abbinamenti possibili sono tantissimi e potete divertirvi a provare quelli suggeriti su internet (io le avevo provate con i frutti di bosco freschi e sono squisite!) oppure sperimentare con altri ingredienti secondo i vostri gusti.

Scorrete fino alla fine del post per la video ricetta!

INGREDIENTI

300 gr farina

75 gr zucchero

250 ml latte

100 gr burro

2 uova

1 pizzico di sale

10 gr di lievito vanigliato

PREPARAZIONE

1.  Fate fondere il burro e versatelo in un recipiente capiente insieme alle 2 uova e il latte e mescolate.

2.  Nello stesso recipiente aggiungete setacciandoli la farina, il lievito e un pizzico di sale. Amalgamate il tutto fino ad ottenere un composto omogeneo.

3.  Ora, dopo aver coperto l’impasto con della pellicola trasparente, lasciatelo riposare in frigo per circa 30 min.

4.  Passata la mezz’ora, scaldate la cialdiera/gaufrier e imburratela, questo farà sì che l’impasto non si attacchi.

5.  Versate un po’ di impasto nella cialdiera, in questo caso dovrete dosarvi in base alle dimensioni della vostra cialdiera in modo che il composto non esca una volta chiusa la cialdiera. Per la mia serve circa un mescolo, ma anche in questo caso basta provare e vedrete che, dopo i primi esperimenti, sarete in grado di regolarvi senza problemi.

6.  Chiudete la cialdiera e fate cuocere per circa 3-4 min. Per un risultato ottimale seguite le istruzioni della vostra macchina.

7.  Servite le gaufre tiepide accompagnate da frutta, cioccolato, marmellata, panna o semplicemente con dello zucchero a velo.

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Don Juan il gran seduttore

Poiché il dovere della commedia è di correggere gli uomini facendoli divertire, ho creduto che, nella posizione in cui mi trovo, non avessi niente di meglio da fare che attaccare con ritratti ridicoli i vizi del secolo” queste sono le parole con cui Molière (Parigi 1622-1673) ci spiega cosa debba fare il teatro: divertire e istruire. Molte sue opere (e il Don Juan ne è una chiara esemplificazione) sono commedie vivaci e umane basate sulla satira dei costumi dell’epoca che, però, si rivelano ancora capamoliéreci di portare sulla scena questioni attuali. Quest’opera può essere considerata uno dei capolavori della commedia in cui, però, all’elemento comico si affianca quello tragico, entrambi presenti e uniti nel personaggio principale: il seduttore Don Juan. Quest’ultimo incarna, infatti, l’amante infedele, il tiranno, il cinico, la crudeltà stessa; tutti aspetti che lo rendono antipatico al lettore. Molière affida dunque il suo pensiero al povero servo Sganarello, un personaggio debole presente in diverse commedie di quest’autore, che rimprovera ripetutamente il suo padrone per i suoi comportamenti immorali.

La mia passione per questo autore nasce anni fa, quando ancora ero al liceo e si mantiene fino ad oggi. Ho avuto anche la fortuna di trovare in DVD una versione particolare del Don Juan: una commedia musicale di Félix Gray del 2003 che ho apprezzato molto. Per me questo spettacolo è un’opera straordinaria che, attraverso il canto e il ballo, rappresenta perfettamente l’immagine dell’ipocrisia umana ai tempi di Molière e non solo. Ipocrisia che puntualmente viene punita nel finale facendo sprofondare il protagonista all’inferno. Nello specifico ho adorato la canzone del duello tra Don Juan e Raphael, mentre ritengo che le parti di danza e di flamenco regalino a questa commedia un fascino senza paragoni.


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Oggi si parla di architettura: Notre-Dame de Paris

notre dame -la sennaNon potevo non dedicare un post ad una delle più belle figure architettoniche francesi ovvero la famosissima cattedrale Notre-Dame de Paris, resa ancor più celebre grazie al romanzo di Victor Hugo da cui sono state tratte numerose rivisitazioni come il recente musical di Cocciante e il lungometraggio animato della Disney. La cattedrale si trova nel cuore di Parigi circondata dal fiume Senna nella Ile de la Cité ed è dedicata alla Vergine Maria, alla quale è stata dedicata una famosissima statua.

La costruzione della cattedrale ebbe inizio nel 1163 per volontà di Re Luigi VII e del vescovo Maurice de Sully i quali volevano realizzare un edificio in grado di riunire tutti i fedeli, la cattedrale, infatti, può contenere fino a 9.000 persone. Intere corporazioni di carpentieri, fabbri, vetrai e grandi artisti lavorarono al progetto, tra i tanti ricordiamo P. Chelles e J. Ravi. Venne infine completata nel 1345.
La cattedrale di Notre Dame non è solo una delle più grandi cattedrali della Francia, ma è sicuramente tra gli edifici più rappresentativi della città in quanto fu protagonista di importanti eventi storici: l’incoronazione di Maria Stuarda e il processo di Giovanna d’Arco solo per citare i più noti. Alla fine del XVIII secolo con l’avvento dell’illuminismo la cattedrale perse il suo ruolo religioso diventando il “Tempio della ragione”, un luogo dove divulgare l’ideologia politica del governo rivoluzionario. Cambiamento che, però, durò poco perché nel 1802 Napoleone si fece incoronare proprio a Notre-Dame rintroducendo il cristianesimo e restituendo all’edificio la sua funzione originaria.

gargoyles-Notre-Dame-de-ParisLa bellezza, l’armonia architettonica, le proporzioni perfette, gli incantevoli rosoni ne fanno uno dei simboli dello stile gotico più puro. Di quest’ultimo, infatti, la cattedrale mostra tutti i caratteri principali: lo slancio verso l’alto, le due torri gotiche, la presenza di numerosi archi rampanti, contrafforti e pilastri che, novità del gotico, hanno permesso l’alleggerimento della struttura muraria e l’inserimento di vetrate multicolori. Se volete ammirare un incantevole panorama di Parigi vi è anche la possibilità di salire sulle due torri gotiche che delineano la caratteristica facciate di Notre-Dame e potrete ammirare le famose statue dei gargoyles. Tre portali maestosi permettono l’ingresso nell’edificio mentre all’interno delle cinque navate si possono ammirare tombe e statue celebri personaggi francesi. Di grande importanza è il tesoro della cattedrale che consiste in manoscritti medievali, paramenti e reliquiari in oro come la Sacra Corona di spine.


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A spasso nella storia

Una delle figure più emblematiche della storia della Francia e uno dei personaggi storici più amati e ammirati in patria, e probabilmente anche nel mondo, è l’eroina Giovanna d’Arco. Una delle donne più forti della storia, capace di scendere in guerra, smuovere gli eserciti e sacrificare la propria vita per un ideale. Il suo ruolo fu decisivo nel riunire il proprio paese contribuendo a risollevare il morale francese nel corso della guerra dei Cent’anni, che vide l’opposizione della Francia all’Inghilterra tra il Trecento e il Quattrocento. Il nome e la figura della Pucelle d’Orléans riecheggiano in tutta la Francia e danno vita alle più diverse interpretazioni del personaggio: vasta è la produzione letteraria sulla sua vita e le sue gesta. Anche il famoso scultore francese Emmanuel Frémiet ne ha realizzato una rappresentazione, una statua equestre in oro. Eretta nel 1874, si trova collocata a Place des Pyramides, sulla Rue de Rivoli, a Parigi, luogo in cui l’eroina fu ferita durante il suo tentativo di entrare in città, l’8 settembre 1492, durante l’attacco contro gli inglesi che controllavano la città. Divenuta fin da subito una delle icone della piazza, troviamo delle statue sorelle a Philadelphia e Portland negli Stati Uniti, a Nancy e a Orléans, suo paese d’origine, di dimensioni ancor più monumentali a sottolineare l’importanza e la straordinaria storia di Giovanna d’Arco.Blog arte


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La Tarte Tatin

Uno dei dolci tipici francesi più conosciuti è sicuramente la tarte tatin, una torta di mele famosa soprattutto per la particolarità della cottura: va infatti infornata ponendo le mele alla base e la pasta sopra, per poi essere capovolta al momento di servirla.

C’è una famosa leggenda che racconta la nascita di questo dolce. Secondo la storia due sorelle francesi, Caroline et Stéphanie Tatin, proprietarie di un ristorante nel centro della Francia, inventarono questo dolce un po’ per caso: durante la preparazione di una torta di mele classica una delle sorelle dimenticò di porre la pasta al di sotto delle mele, lasciandole così caramellare con il burro e lo zucchero in forno. Per rimediare all’errore decise quindi di mettere la pasta sopra le mele e di rinfornare il tutto, creando quella che ora è conosciuta proprio come la Tarte Tatin.

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Per il ripieno:

8 mele renette

150 gr di burro

150 gr di zucchero

Per la pasta sablée:

200 gr di farina

100 gr di burro

25 gr di zucchero

Un uovo

Un pizzico di sale

Per preparare la pasta sablée (simile alla pasta frolla) mescolate farina, zucchero e un pizzico di sale. Aggiungete poi il burro tagliato a tocchetti e mescolate con le dita fino ad ottenere una consistenza sabbiosa da cui deriva il nome della pasta. Aggiungete infine l’uovo e impastate fino a formare una palla di pasta. Conservate al fresco.DSCN2160      DSCN2161

Per il ripieno sbucciate le mele e tagliatele a spicchi. Fate caramellare burro e zucchero in una padella a fuoco vivo, facendo attenzione a non farlo diventare troppo scuro. Una volta caramellato mettete nella padella le mele e copritele con un foglio di alluminio, facendole cuocere a fiamma bassa per 5 – 10 minuti.

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Quando le mele sono cotte fatele raffreddare e mettetele sul fondo di una teglia. Stendete la pasta con cui ricoprirete le mele facendo rientrare i bordi nella teglia e bucherellatela con una forchetta.

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Infornate a 200° per circa 20 minuti e una volta cotta capovolgete la torta ancora calda su un piatto da portata: la nostra Tarte Tatin è pronta per essere gustata! DSCN2179


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Letture contemporanee: L’uomo che credeva di non avere più tempo

guillaume+mussoOggi si parla di letteratura! In particolare vi parlerò del romanzo che ho appena terminato di leggere e che, a mio parere, si può considerare come uno dei più bei romanzi degli ultimi tempi. L’autore è lo scrittore francese Guillaume Musso. Appassionato di letteratura sin dall’infanzia, ha cominciato a scrivere quando era ancora uno studente.
 Affascinato dagli Stati Uniti, a 19 anni è partito per New York dove ha svolto diversi piccoli lavori conoscendo la popolazione cosmopolita della Grande mela e, soprattutto, trovando numerose idee per i suoi racconti. 
I suoi romanzi hanno riscontrato un enorme successo, infatti solo in Francia ha venduto tre milioni di copie e i suoi libri sono stati tradotti in 27 lingue.

Il romanzo in questione, nonché suo romanzo di esordio, “L’uomo che credeva di non avere più tempo” viene definito dalla critica “Sconvolgente, come può essere sconvolgente la vita”. Il protagonista è 
Nathan, un prestigioso avvocato di New York, che nonostante il successo conduceva una vita in solitudine: dopo che sua moglie lo aveva lasciato portando con sé sua figlia Bonnie, la sua vita era totalmente dedicata al lavoro. Un giorno uno sconosciuto si presenta nel suo ufficio: e’ Garrett Goodrich, un famoso medico di chirurgia oncologica, che gli rivela qualcosa di sconvolgente, sostiene infatti di saper riconoscere le persone prossime alla morte. Da quel momento Nathan è costretto a riconsiderare la sua vita, a rivalutare le sue scelte, a riscoprire emozioni e a recuperare persone e sentimenti che da tempo aveva lasciato andare.

$(KGrHqJHJFEFGkHF3jb9BRpOtT()Dw~~60_1Quello che l’autore ci propone e’ una riflessione profonda sulla vita, sulle decisioni che prendiamo e sul tempo che passa. 
Per questo penso che sia un romanzo di grande attualità per una società come la nostra, in cui il lavoro e la fretta fanno da padroni e in cui difficilmente ci si sofferma a riflettere sulle cose importanti della vita come i rapporti umani.

E voi cosa ne pensate? Se vi va di condividere la vostra opinione su questo romanzo o se ne avete altri da suggerirmi scrivete un commento qui sotto! Ps: buona lettura!


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Piccola guida dei modi di dire – Parte I

Sapete qual è una delle spie che rivela se siete madrelingua francese o no? L’uso e la conoscenza di frasi fatte ed espressioni idiomatiche. Queste ultime sono delle formule fisse che generalmente si basano su paragoni o metafore. La vera difficoltà per un non madrelingua non è quello di capire il significato letterale, ma il senso sottinteso della frase fatta soprattutto laddove il legame tra significato letterale e senso non è affatto evidente!

Ho deciso di proporvi alcuni dei modi di dire più utilizzati e diffusi. Già da questi primi esempi vi renderete conto di come alcuni modi di dire trovino un corrispondente pressoché identico in italiano, mentre in altri casi la traduzione risulta molto più complessa.

Être aux angesangioletti2

Letteralmente essere agli angeli, ha il senso di essere molto felici, provare una grande gioia. La traduzione italiana più probabile è essere al settimo cielo, modo di dire azzeccato anche per il richiamo paradisiaco.

Avoir le cafard

In questo caso molto difficilmente noi poveri non madrelingua potremmo capire il senso di questa espressione che letteralmente vuol dire avere lo scarafaggio, mentre il suo significato è essere di pessimo umore, di umore nero.

Jeter un coup d’oeil

Ecco un esempio di modo di dire che trova un suo perfetto corrispondente in italiano: dare un’occhiata.

images Ne pas réveiller le chat qui dort

Non svegliare il gatto che dorme… non è una svista né un errore, ma l’equivalente in francese del nostro non svegliare il can che dorme.

Costruire les châteaux en Espagne

Letteralmente “costruire castelli in Spagna” significa fantasticare, illudersi, sognare l’irrealizzabile. Una traduzione vincente?Costruire castelli in aria.

Avoir le vent en poupe

 Se tutto vi sta andando bene, anzi alla grande questa espressione fa per voi! In italiano non solo troviamo la traduzione perfetta avere il vento in poppa, ma sempre in riferimento al contesto marinaresco potremmo usare anche andare a gonfievele.

Rouler sur l’oril_tuffo_di_zio_paperone

Se gli italiani nell’oro ci nuotano, i francesi ci si rotolano. Questo modo di dire risulta facilmente comprensibile:  possedere molto denaro, essere pieni di soldi.

Ne pas pouvoir être au four et au moulin

Non poter essere sia al forno che al mulino, non richiede grandi spiegazioni questo modo di dire che indica l’impossibilità di trovarsi in più posti contemporaneamente.

Appeler un chat un chat

Anche in questo caso con un po’ di buon senso si può capire che chiamare un gatto gatto significa avere il coraggio di chiamare le cose col loro nome, per estensione anche dire le cose in modo diretto. Questo modo di dire potrebbe trovare un suo corrispondente nell’espressione italiana pane al pane, vino al vino. Ho scoperto poi che esiste una versione leggermente diversa di questo modo di dire addirittura nel greco antico in cui l’espressione era però chiamare un fico fico e una barca barca.

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A tutti noi è, purtroppo, capitato di sbattere il famoso mignolo nello spigolo del comodino e di aver visto le stelle per il colpo e per il dolore. Anche i francesi in questa occasione vedono delle luci: non quelle delle stelle, ma ben 36 candele.